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AREE DI CRISI INDUSTRIALE NON COMPLESSA

 

La Giunta regionale ha approvato l’elenco dei territori che otterranno le agevolazioni previste per le aree di crisi industriale non complessa, pari finora a 165 milioni di euro, con un impatto sullo sviluppo produttivo e sull’occupazione dei Sistemi Locali del Lavoro individuati (Caserta, Napoli, Avellino, Salerno, Nola, Nocera, Benevento, Montesarchio, Sant’Angelo dei Lombardi, Solofra, Battipaglia, Ariano Irpino, Teano, Pagani, Castellammare di Stabia, S. Giuseppe Vesuviano, Torre del Greco, Buccino e Sarno), a valere sulla Legge n. 181/1989.

 

  • Individuazione dei territori delle aree di crisi industriale non complessa, ammessi alle agevolazioni di cui alla legge 15 maggio 1989, n. 181”

Con la DGR n. 604 del 31/10/2016 si è proceduto all’individuazione delle aree di crisi industriale non complesse ai sensi del Decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico 4 agosto 2016 pubblicato sulla G.U. serie generale n. 232 del 4 ottobre 2016.

Con decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 31/01/2017, le risorse complessivamente disponibili per gli interventi nelle aree di crisi industriale, pari a 294 milioni di euro

Il bando del Ministero, per un valore di 80 Meuro, si è aperto alla data 04/04/2017. Tuttavia, lo sportello si è chiuso dopo 48 ore, atteso che entro le ore 10.00 del giorno 05/04/2017 risultavano già pervenute n. 208 domande per un ammontare di agevolazioni richieste pari a 634,6 Meuro.

Delle 208 domande complessivamente presentate, 119 riguardano programmi di investimento da realizzare in Campania, per un ammontare di agevolazioni richieste pari a 402,1 milioni di euro.

Per garantire lo scorrimento delle domande sospese per carenza di risorse finanziarie, la Regione Campania è in procinto di sottoscrivere con il MISE un Accordo di Programma nel quale convergono le seguenti risorse:

  • MISE: € 18.433.249,00 ( FCS- PON);

  • MISE: € 49.180.000,00- risorse in perenzione amministrativa ex L.311/2004 e L.80/2005;

- R.Campania: € 40.000.000,00 a valere sul PO FESR 2014/2020 - Obiettivo Specifico 3.2 “Sviluppo Occupazionale e produttivo in aree territoriali colpite da crisi diffusa delle attività produttive”, Azione 3.2.1 “Interventi di sostegno ad aree territoriali colpite da crisi diffusa delle attività produttive, finalizzati alla mitigazione degli effetti delle transizioni industriali sugli individui e sulle imprese”

- R.Campania: € 5.000.000,00 a valere sul fondo FSC 2014/2020 - Intervento stretegico programmi aree di crisi e crisi industriale.

 

Accordo di programma quadro con il Ministero dello Sviluppo e Invitalia per un finanziamento di 113 milioni di euro

La Giunta regionale ha approvato un atto deliberativo dell'11 settembre 2017 sulle aree di crisi non complessa, dando il via a un accordo di programma quadro con il Ministero dello Sviluppo e Invitalia. L'accordo stabilisce il finanziamento di 113 milioni di euro (45 milioni cofinanziati dalla Regione) per le imprese che hanno partecipato all'avviso pubblico nazionale di aprile e fa seguito agli altri provvedimenti adottati dall'amministrazione regionale  (definizione delle aree di crisi non complessa, interventi per i Comuni esclusi dalle aree di crisi, interventi per le aree Pip e le aree di sviluppo industriale, accordo di programma quadro sui contratti di sviluppo, erogazione dei fondi per la competitività delle Pmi) che hanno permesso l'avvio di una consistente crescita industriale in Campania. Il provvedimento, prendendo atto della forte presenza delle imprese campane all'appuntamento nazionale - su 231 progetti presentati per un totale di circa 1 mld di euro di investimenti, 119 sono di imprese campane per un totale di circa 550 mln di euro -, consente di aggiungere agli 80 miloni di euro dell'avviso pubblico di Invitalia (38 mln circa saranno destinati alla Campania), altri 113 milioni solo per la nostra Regione. In questo modo, si potranno assorbire gran parte dei progetti di investimento presentati per la Campania e si potrà dare vita a un'altra grande iniziativa rivolta allo sviluppo e all'occupazione (con oltre 2000 nuovi posti di lavoro). Le aree di crisi, in questo modo, passano a essere, da vincolo stringente, un'opportunità di crescita per il sistema produttivo regionale.