Le Donne negli organi fondamentali di governo degli EE. LL. della Campania

Report Rappresentanza di Genere negli EE.LL. della Campania (Comuni, Città Metropolitana/Province, Regione), a cura dell’Ufficio della Consigliera di Parità regionale della Campania


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23/09/2026 - L’Ufficio della Consigliera di Parità regionale della Campania, dott.ssa Domenica Marianna Lomazzo, al fine di monitorare la presenza delle donne negli organi fondamentali di governo degli EE. LL. della Campania, ha condotto un’analisi aggiornata al 22 luglio 2026, relativa alla composizione della rappresentanza di donne e di uomini all’interno delle cariche istituzionali dei Comuni, della Città Metropolitana/Province e della Regione.
Dal resoconto, pubblicato sul sito istituzionale della Regione Campania, emergono risultati preoccupanti rispetto alla partecipazione attiva delle donne alla vita politica ed istituzionale. Si rifletta, ad esempio, sul fatto che in tutto il territorio campano vi sono solo 40 donne nel ruolo di Sindaca (il 7,4% del totale) e nessuna donna è Presidente di Provincia.
Anche i Consigli della Città Metropolitana di Napoli e delle quattro Province Campane (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno) risultano caratterizzati da una forte presenza maschile e da una presenza femminile nettamente inferiore. In nessuno dei sopracitati organi la presenza femminile supera il 23% (percentuale del Consiglio della Provincia di Avellino) e raggiunge appena il 5% nel Consiglio della Città Metropolitana di Napoli .
Confrontando questi dati con la presenza femminile negli organi di governo in Campania al 31/12/2020, ricavati da una precedente analisi svolta dall’Ufficio della Consigliera regionale di Parità, si può subito notare che l’asimmetria tra donne e uomini circa la presenza complessiva negli organi fondamentali di governo degli Enti Locali in Campania (sindaci/che, consiglieri/e, assessori/e nei Comuni/Città Metropolitane/Province/Regione) continua ad essere evidente e preoccupante: il 70% di uomini contro appena il 30% di donne, un dato, quest’ultimo, al di sotto della media nazionale. In oltre cinque anni, nella nostra Regione, dal 2021 al 2026, rispetto alla precedente rilevazione, c’è stato un aumento di 2,4 punti percentuali per le sindache, di 0,8 punti percentuali per le assessore e di 1,3 punti percentuali per le consigliere. Ovvero, le sindache dal 5,02% sono passate al 7,4%, le assessore dal 42,45% al 43,3% ed, infine, le consigliere comunali dal 27,43% al 28,8%. Al 22/07/2026, il numero complessivo dei sindaci e delle sindache in Campania (al netto dei comuni commissariati) è di 537 unità: 497 (92,6%) uomini e 40 donne (7,4%). La somma degli assessori e delle assessore è di 1.811 unità: 1.027 uomini e 784 donne, ovvero il 56,7% di assessori contro il 43,3% di assessore (la percentuale di presenza femminile resta al 35,1% includendo anche i sindaci e le sindache nella composizione delle giunte comunali).
Un lieve miglioramento si è avuto negli organi di governo della Regione Campania, rispetto ai dati rilevati al 31/12/2020: la presenza femminile è aumentata di 9 punti percentuali nella Giunta regionale (4 donne assessore sul totale) e di 4 punti percentuali nel Consiglio regionale (40 consiglieri e 10 consigliere). ”Dal lavoro emerge una chiara e precipua spinta affinché il tema della parità e delle pari opportunità venga incluso in un dibattito serio, volto a promuovere la partecipazione delle donne nelle istituzioni e nei ruoli di leadership. I dati sulla rappresentanza femminile nel governo degli enti locali ci presentano una fotografia che non è affatto rappresentativa del ruolo che, oggi, le donne svolgono concretamente nella nostra società e, comunque, nella società campana. Ciò richiede necessariamente una più incisiva promozione della presenza delle donne nei luoghi della decisione politica. Necessaria, quindi, ancora, l’azione positiva prevista nel nostro ordinamento con la normativa in materia di equa rappresentanza di genere per quanto riguarda sia la composizione delle liste elettorali, sia la composizione degli Organismi fondamentali di governo dei Comuni. Il balzo in avanti, rispetto al passato, della presenza delle donne nelle giunte degli EE. LL. è la dimostrazione della utilità e dell’efficacia delle azioni positive “quote” che, per il momento, non debbono essere, assolutamente, messe in discussione. Abbiamo, ovviamente, bisogno di avvicinare con maggiore convinzione e determinazione le donne alla politica, di rafforzare la loro libertà di autodeterminazione, la loro capacità di libertà e di autonomia, dobbiamo renderle competitive nell’agone politico. I partiti ed i movimenti politici debbono acquisire la consapevolezza che candidare le donne e, soprattutto, farle eleggere, significa contribuire a sbloccare una democrazia deficitaria in termini di pari rappresentanza politica e nella gestione del governo del territorio. Le donne debbono essere in campo da protagoniste, pienamente”.