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Legge regionale 26 maggio 2016, n. 14

Legge regionale 26 maggio 2016, n. 14

La Legge regionale 26 maggio 2016, n. 14, “Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti, assume, come riferimento delle azioni della Regione in materia di rifiuti, la gerarchia delle priorità stabilite dalle direttive dell’Unione Europea e dalla legislazione statale in campo ambientale quali:

  • prevenzione, quale insieme degli interventi volti a ridurre all’origine la produzione di rifiuti;
  • preparazione per il riutilizzo, volta a favorire il reimpiego di prodotti o componenti da non considerarsi rifiuti;
  • recupero, con finalità diverse dal riciclo, compresa la produzione di energia;
  • smaltimento, quale sistema residuale e minimale per i rifiuti non trattabili.


La gerarchia dei rifiuti è correlata con principi dell'economia circolare, di cui la Regione ne riconosce la validità. La realizzazione di un modello di economia circolare viene perseguita con azioni concrete e sostenuta, anche con criteri premiali nell’assegnazione di risorse europee, statali e regionali, attraverso la ricerca scientifica volta alla progettazione e produzione di beni riutilizzabili, riparabili e riciclabili e la ricerca su materiali utilizzati nei cicli produttivi al fine di minimizzare gli effetti ambientali della loro produzione e della loro gestione post consumo.

La nuova disciplina assume come obiettivi minimi per la pianificazione regionale il perseguimento del 65% di raccolta differenziata e, per ciascuna frazione differenziata, del 70 % di materia effettivamente recuperata, da raggiungere entro il 2020 attraverso azioni volte a:

  • assicurare incentivi economici e misure premiali sulla tariffa per i Comuni che fanno registrare i migliori risultati di riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata e riciclo;
  • favorire i progetti di riduzione degli sprechi alimentari;
  • promuovere i progetti e le azioni volte alla riduzione della produzione dei rifiuti urbani e i progetti di riuso dei beni a fine vita;
  • favorire i sistemi di raccolta differenziata che garantiscono la massima differenziazione dei rifiuti ai fini del loro riciclaggio e la migliore qualità delle frazioni raccolte separatamente, quali le raccolte domiciliari di tipo porta a porta o sistemi equipollenti;
  • incentivare l’applicazione della tariffa puntuale;
  • promuovere lo sviluppo dell'impiantistica collegata al riuso e al riciclaggio, sia per le frazioni differenziate che per il rifiuto residuale.
  • promuovere la ricerca sul rifiuto residuale al fine di modificare a monte sia la produzione dei beni non riciclabili, sia le modalità di gestione carenti di risultato;
  • adottare quale criterio di valutazione dell’efficacia e dell’efficienza delle politiche realizzate, il livello di riduzione dei Rifiuti urbani residui (RUR).

Il riassetto della governance è definito dal comma 1 dell’art. 23 della L.R. 14/2016  attraverso l'individuazione degli Ambiti territoriali Ottimali (ATO) per l'esercizio associato delle funzioni relative alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

La norma disciplina altresì l'organizzazione e lo svolgimento del servizio attraverso l'individuazione e la regolamentazione dell'Ente d'Ambito (EdA) quale ente di governo d'ambito (a cui ciascun comune ha l’obbligo di aderire in base al territorio in cui ricade ai sensi dell’art.25), l'individuazione di funzioni e compiti amministrativi che richiedono l'unitario esercizio del servizio a livello regionale, la definizione della disciplina transitoria volta a garantire il funzionamento del ciclo dei rifiuti, la disciplina dell’individuazione, messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati sul territorio regionale.

Dalla data di entrata in vigore della legge, fissata al 27 maggio 2016, sono abrogate la legge regionale n. 4/2007, il comma 104 dell’articolo 1 della L.R. n. 5/2013, l’articolo 10 della L.R. n. 20/2013 e le altre norme in materia di gestione dei rifiuti con la stessa incompatibili.

 

Successivamente, con DGR n. 311 del 28/06/2016 pubblicata sul BURC n. 44 del 04/07/2016 la Giunta regionale ha  provveduto  alla delimitazione dei territori degli Ambiti territoriali ottimali di cui all’art. 23 della L.R. n. 14/2016:

a) Ambito territoriale ottimale Napoli 1;

b) Ambito territoriale ottimale Napoli 2;

c) Ambito territoriale ottimale Napoli 3;

d) Ambito territoriale ottimale Avellino;

e) Ambito territoriale ottimale Benevento;

f) Ambito territoriale ottimale Caserta;

g) Ambito territoriale ottimale Salerno.

 

Con DGR 312 del 28/06/2016, pubblicata sul BURC n. 49 del 20/07/2016, in ottemperanza al comma 7 dell’art. 25, è stato approvato lo Statuto dell'Ente d'Ambito (EdA) che definisce l’ordinamento dell’Ente, le modalità di partecipazione dei Comuni agli organi dell’Ente medesimo attraverso l’elezione dei componenti degli organi e le regole di funzionamento degli stessi, nonché il criterio di riparto tra i Comuni dei conferimenti patrimoniali in favore dell’EdA, sulla base dei dati ufficiali ISTAT relativi ai cittadini residenti nella Regione Campania alla data di approvazione dello Statuto tipo.

 

Con Decreto n. 15 del 16/01/2017, pubblicato sul BURC  n. 5 del 16/01/2017, il Presidente della Giunta, al fine di assicurare la costituzione degli organi statutari, ha fissato la data del 6 febbraio 2017 per procedere all’elezione dei Consigli d’Ambito dei 7 Enti d’Ambito, ai sensi dell’art. 25 della legge regionale n. 14. Con medesimo decreto ha composto sette seggi elettorali e ha stabilito che le operazioni di voto si svolgessero dalle ore 9,00 alle ore 18,00 nel seggio allestito presso la sede di ciascun Comune dell'Ambito con il maggior numero di abitanti, ovvero: Avellino;  Benevento;  Caserta; Giugliano in Campania; Napoli; Salerno; Torre del Greco.

 

Con DGR n. 18 del 17/01/2017, pubblicata sul BURC n. 8 del 23/01/2017, sono state approvate le Linee guida operative per l’elezione dei Consigli d’Ambito quali organi dell’Ente d’Ambito di cui alla Legge Regionale 26 maggio 2016, n. 14 e si è dato mandato alla Direzione Generale per l’Ambiente e l’Ecosistema per le relative attività di supporto agli Uffici elettorali dei Comuni relativamente alla modulistica necessaria per le operazioni di voto e alla presentazione della rendicontazione delle spese sostenute.

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