FSE 2.0: uno strumento per integrare i percorsi tra sanità pubblica e privata

Anche gli operatori privati sono chiamati a contribuire, integrando il FSE 2.0 nei propri processi e garantendo interoperabilità


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11/05/2026 - Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) si trova oggi ad affrontare pressioni strutturali crescenti, legate in larga misura all’invecchiamento demografico. Attualmente circa un quarto della popolazione italiana ha più di 65 anni e, per questa fascia, l’aspettativa di vita si attesta intorno ai vent’anni, con una tendenza ulteriore all’aumento secondo le più recenti statistiche europee.

Questa evoluzione si accompagna a una maggiore diffusione delle patologie croniche: circa l’85% degli over 75 convive con almeno una condizione di lungo periodo. Di conseguenza, cresce in modo progressivo la domanda di servizi sanitari e assistenziali lungo tutto l’arco della vita. Nello stesso tempo, la spesa sanitaria pubblica, pur aumentando in valore assoluto, resta sostanzialmente stabile in rapporto al PIL, intorno al 6%, secondo le principali analisi internazionali.

Si determina così un divario tra l’aumento dei bisogni di salute e la disponibilità di risorse, che pone interrogativi sulla capacità del sistema di garantire nel tempo qualità, equità e accesso alle cure.

Uno degli effetti più evidenti di questa tensione è rappresentato dalle liste d’attesa, oggi tra le criticità più rilevanti del SSN. Se le prestazioni urgenti vengono generalmente erogate nei tempi previsti, emergono invece difficoltà nella gestione delle prestazioni programmabili, per le quali i tempi di attesa superano spesso gli standard.

Secondo le rilevazioni più recenti, nel 2024 quasi il 10% della popolazione ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie. Tra le cause principali vi sono proprio i tempi di attesa, in crescita rispetto al periodo pre-pandemico. Se in parte questo fenomeno può riflettere situazioni di inappropriatezza prescrittiva, la mancata presa in carico tempestiva comporta anche rischi significativi, tra cui possibili peggioramenti clinici e un aumento futuro della domanda di cura.

In questo contesto, la sanità privata può contribuire ad assorbire parte della pressione sul sistema pubblico. Tuttavia, la scarsa integrazione tra pubblico e privato genera una marcata frammentazione dei percorsi di cura. I cittadini si trovano spesso a muoversi tra diversi contesti (strutture pubbliche, attività intramoenia, strutture accreditate e non) senza una reale continuità.

Questa frammentazione ha effetti sia economici sia clinico-organizzativi. Da un lato, aumenta l’onere economico per chi ricorre al privato; dall’altro, può determinare perdita di informazioniduplicazioni di esami e un complessivo allungamento dei percorsi assistenziali.

Per affrontare queste criticità e rendere i percorsi più integrati, gli strumenti digitali assumono un ruolo sempre più rilevante. In questo scenario, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) 2.0 rappresenta un’infrastruttura strategica.

Il FSE 2.0 si propone come punto di raccolta unico delle informazioni sanitarie, accompagnando il cittadino lungo l’intero percorso di cura e favorendo uno scambio informativo più efficace tra i diversi attori del sistema. In questa prospettiva, anche gli operatori privati sono chiamati a contribuire, integrando il FSE 2.0 nei propri processi e garantendo interoperabilitàcontinuità dei dati e aggiornamento tempestivo delle informazioni cliniche.

Rimane aperto il tema delle partnership pubblico-privato, soprattutto in relazione agli investimenti necessari per lo sviluppo e il mantenimento delle infrastrutture digitali, che richiedono un impegno costante anche in termini di sostenibilità nel tempo.

Per consultare il proprio FSE 2.0 è necessario disporre di credenziali SPID, CNS o CIE. L’accesso può avvenire tramite l’app SINFONIA Salute, disponibile su App Store e Google Play, oppure attraverso Browser sul sito sinfonia.regione.campania.it.