La gara, giunta alla 64ª edizione, partirà dalla Reggia di Caserta (con successivo start ufficiale a Maddaloni) e terminerà nel cuore di Napoli, in Piazza Plebiscito, dopo 192,5 chilometri attraverso le cinque province campane. Un percorso impegnativo e spettacolare che coinvolgerà Caserta, Benevento, Avellino, Salerno e Napoli, attraversando alcuni degli scenari più suggestivi della regione. Di seguito tutte le località attraversate dalla corsa, dalla partenza all'arrivo:

Caserta
Caserta è il capoluogo dell'omonima provincia in Campania, ha circa 80 mila abitanti. La città è nota soprattutto per la sua meravigliosa Reggia Borbonica, detta la Versailles d'Italia che, insieme al Belvedere Reale di San Leucio e all'Acquedotto Carolino, è inserita dal 1997 nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.

Maddaloni
Parte di questo centro del Casertano è situato lungo l'antico percorso della via Appia, nel tratto che dalla Capua d'epoca romana (oggi Santa Maria Capua Vetere) conduceva a Benevento. Significativa la presenza di monumenti ed edifici storici, tra cui il Collegio Reale della provincia di Terra di Lavoro voluto da Giuseppe Bonaparte (oggi Convitto Nazionale Giordano Bruno) e l'acquedotto Carolino.

Santa Maria a Vico
La città fu costruita dai romani in piena seconda guerra sannitica, con scopo militare. Con gli Aragonesi, Santa Maria a Vico ebbe un notevole sviluppo come piazza commerciale dell'Italia meridionale. Tra i luoghi di maggiore interesse c'è la Basilica di Maria SS. Assunta e Complesso Aragonese; caratteristiche sono le sue "case a botte", così denominate per la peculiare forma della volta.

Montesarchio
È il comune più popoloso della provincia, dopo il capoluogo Benevento, e sorge nella Valle Caudina, ai piedi del Monte Taburno. Tra i principali monumenti la Chiesa e convento di San Francesco: stile vanvitelliano, ha una facciata con tre ingressi. L'interno è a tre navate ed ha altari e dipinti barocchi. Di notevole interesse è l'organo a canne e il pulpito in legno.

Benevento
Benevento è una città ricchissima di storia e cultura. Fu decisivo il ruolo di capitale di un ducato, poi principato longobardo esteso su un'ampia porzione dell'Italia meridionale: emblema di tale periodo è la chiesa di Santa Sofia, facente parte con l'annesso chiostro del sito UNESCO Longobardi in Italia: i luoghi del potere. Tra i principali luoghi d'interesse figurano senz'altro anche l'Arco di Traiano e l'Anfiteatro Romano

Chianche
Chianche o Chianca com'era detta nel Medioevo deriva dal latino Planca con probabile riferimento alle plancae (pietre poligonali con le quali i romani lastricavano le strade. Il castello che domina il borgo risale probabilmente al periodo normanno. Significativa la presenza di vigneti per la produzione del vino D.O.C.G. Greco di Tufo. Dominano il paesaggio i boschi di querce e castagni.

Tufo
Il toponimo deriva dalla roccia vulcanica omonima, presente diffusamente nel sottosuolo di tutta l'area del paese e grazie alla quale si sono avuti i primi insediamenti nella zona. L'economia è basata principalmente sulla produzione del Greco di Tufo, rinomato vino bianco conosciuto in tutto il mondo che deve la peculiarità del suo gusto proprio ai terreni ricchi di zolfo.

Prata di Principato Ultra
Il comune di Prata di Principato Ultra si trova su uno sperone allungato e scosceso a strapiombo sul fiume Sabato. Esso è circondato da boschi e da coltivazioni di diversi alberi da frutto. Il territorio oggi appartenente al comune è stato abitato fin dall'età preistorica e sono emersi resti di diversi villaggi irpini presso i guadi del fiume. L'insediamento viene citato per la prima volta in un documento scritto del 1070

Avellino
Nel cuore della provincia, Avellino rappresenta il principale centro urbano e culturale. La Torre dell'Orologio, il Duomo con la sua cripta romanica, il Carcere Borbonico, il Museo Irpino e il Teatro Carlo Gesualdo raccontano una città nella quale la memoria storica continua a convivere con una vivace dimensione culturale e con manifestazioni che rinnovano ogni anno il senso di appartenenza della comunità.

Atripalda
ll nome di questa cittadina situata lungo il fiume Sabato deriva con ogni probabilità da un nome personale germanicoAtrepald (o Atripald), attestato anche nella forma volgarizzata Truppoaldo. Luogo importante è il sito archeologico di Abelinum dove si può ammirare soprattutto la domus romana, di proprietà di Silla. Ogni anno, nella prima settimana di settembre, si tiene nel centro storico del paese l'evento di 'Giullarte - Festival Internazionale artisti di strada e mestieri'.

Forino
Il territorio di Forino è caratterizzato dalla presenza di numerosi boschi cedui, mentre la coltivazione più diffusa è quella del nocciolo. La zona fu interessata dal passaggio del grande acquedotto romano detto Claudio "Fontis Augustei Acquaeductus". Forino fu interessato dall'attraversamento dei vari popoli invasori, come i Bizantini, con il culto del loro protettore San Nicola, vescovo di Mira, e ancora oggi protettore del paese.

Montoro
A Montoro, il borgo di Aterrana, il Castello Longobardo, la Grotta di San Michele e il Santuario di Maria Santissima Incoronata testimoniano la ricchezza storica del territorio, mentre la Cipolla Ramata PAT e il Carciofo di Montoro PAT, espressioni di un sapere contadino che rappresentano il profondo legame con la tradizione agricola e gastronomica.

Mercato San Severino
Ripartito in frazioni, casali e località, il suo territorio presenta zone pianeggianti e zone collinari, con produzioni di grano, mais, patate, vino, olio, pomodori, ortaggi. Nella Frazione Acigliano, si tiene da tempo immemore il tradizionale "Ciuccio E Fuoco", l'evento si svolge nella notte del 15 Agosto, in appendice ai solenni festeggiamenti religiosi in onore della SS. Assunta.

Castel San Giorgio
Si estende nella media valle del Sarno tra le terre dell'Agro Nocerino-Sarnese da un lato, e del sanseverinese e del montorese dall'altro. Nella sua antichissima unità territoriale ha visto, nel corso dei secoli, momenti di grandissimo interesse storico e sociale. Il territorio è parte della storia italiana perché è stato percorso da vicende belliche che partono dalle imprese di Annibale in Campania.

Roccapiemonte
Le origini di Roccapiemonte sono strettamente legate alla Rocca di San Quirico, fortificazione edificata nel 1042 dal principe longobardo Guaimario IV di Salerno. Di particolare rilievo è la Festa del Majo, che si svolge ogni anno il 1º maggio. Caratteristico della festa è il cosiddetto 'ndreccio, una danza rituale nella quale i partecipanti intrecciano lunghi tralci di vite decorati con fiori, formando figure coreografiche che richiamano gli antichi riti agrari della Campania.

Nocera Inferiore
Antichissima città di origine etrusca, al suo nome è legato un alfabeto e batté moneta durante la fase sannitica. Cicerone la definì “una delle città principali della Campania”. Tra i luoghi d’interesse storico e monumentale spiccano il campanile della cattedrale, opera del Solimena, e il Convento di Sant’Anna.

Cava de’ Tirreni
I primi abitanti delle "terre de la Cava", furono i Tirreni, o Etruschi, per cui nel 1862 l'amministrazione comunale cambiò il nome della città in Cava de' Tirreni. Il borgo originario, nucleo della città di Cava, è caratterizzato dai caratteristici portici che si snodano lungo tutto il corso.

Salerno
Salerno è una città affacciata sul Tirreno, piena di storia, bellezza e cultura. Qui sorse una delle prime istituzioni mediche d'Europa, la Scuola Medica Salernitana, operativa già dal XI secolo e in quanto tale ritenuta antesignana delle moderne università. Simbolo della città è il Castello di Arechi, costruito in età tardo romana. Tanti i luoghi d'interesse, tra chiese, acquedotti, aree archeologiche e bellezze paesaggistiche.

Vietri sul Mare
Noto per l'antica tradizione di lavorazione della ceramica, è il comune più popolato della Costiera amalfitana nonché il suo territorio più orientale. Vietri sul Mare storicamente è identificata con l'antica Marcina, prima insediamento costiero etrusco-sannita, poi porto romano.

Cetara
Celebre centro di produzione della colatura di alici, dal 1997 il territorio comunale è Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO in quanto parte della costiera amalfitana. Sorge ai piedi del monte Falerio sulla costiera amalfitana su una stretta fascia pianeggiante a livello del mare. Cetara è sempre stato un paese di pescatori, non a caso il suo nome deriva dal latino Cetaria, tonnara, o da cetari, venditori di pesci grossi.

Maiori
Maiori possiede la spiaggia più lunga dell'intera Costa d'Amalfi (quasi un chilometro di piano dovuto all'alluvione del 1954), caratterizzata da una sabbia scura di origine vulcanica e una spiaggia minore (circa 200 metri), nella frazione di Erchie, oltre a varie cale minori come la Spiaggia di Glauco, Capo d’Orso o Cala Bellagaia. Nell'area comune sono presenti anche altri luoghi di grande interesse naturalistico come la Grotta Pandora.

Minori
Antica località vacanziera dell'aristocrazia romana, come testimoniato dal rinvenimento di un'estesa villa patrizia risalente al I secolo, è oggi una popolare meta turistica per i paesaggi naturali nonché per la rinomata tradizione culinaria. Per quest'ultimo motivo è conosciuta come "Città del Gusto". Già all'atto della sua edificazione, Minori assunse la denominazione di Rheginna Minor, allo scopo di essere differenziata dalla più grande e contigua Rheginna Maior (da cui vengono gli odierni nomi "Minori" e "Maiori".

Atrani
Stretta tra il monte Civita a est e il monte Aureo a ovest, Atrani si estende lungo la valle del fiume Dragone. I due colli formano, con la loro incombenza sulla vallata, un "antro" da cui deriva il nome di Atrani. Di grande interesse è la Chiesa di San Salvatore de' Birecto, costruita nel X secolo. Al tempo della Repubblica di Amalfi la chiesa era la cappella palatina dove venivano incoronati i duchi e dove si depositavano le loro ceneri.

Amalfi
Fiorente repubblica marinara in epoca alto-medievale, è altresì nota per aver dato il nome alle Tavole amalfitane, un codice marittimo adoperato in tutta l'area mediterranea dal XII al XVI secolo. Si svolge ogni quattro anni nel mese di giugno la Regata delle Antiche Repubbliche Marinare. Manifestazione sportiva di rievocazione storica, è stata istituita nel 1955 con lo scopo di rievocare le imprese e la rivalità delle più note Repubbliche marinare italiane: Amalfi, Genova, Pisa e Venezia.

Furore
Secondo lo storico Camera, Furore deve la sua denominazione all'asperità del luogo, dato che, quando la tempesta ne sferza il territorio, il fragore che si crea incute spavento e timore.Ai tempi della Repubblica Amalfitana Furore era casale extramenia di Amalfi. Nel Basso Medioevo si emancipa divenendo Università ed eleggendosi un proprio Sindaco.

Agerola
Sospesa tra i Monti Lattari e il Mar Tirreno, Agerola non è solo il balcone da cui si ammira la Costiera Amalfitana: è essa stessa una destinazione, punto di partenza a piedi per Positano, Amalfi, Furore e Praiano. Il Sentiero degli Dei è il percorso simbolo: circa 7 km a strapiombo sul mare, dalla frazione di Bomerano fino a Positano.

Pimonte
Il nome deriva dal latino apud montēs che significa "presso i monti". Prodotti tipici locali sono quelli caseari, derivati dal latte vaccino locale conosciuto già dai romani da cui presero nome i Monti Lattari (mozzarelle, provoloni, ricotte), ma anche salumi tipici (salami, pancette, salsicce), olio autoctono, frutta e ortaggi vari (fagioli, pomodori, olive, pesche, noci, fichi, uva) e vini (zona del Gragnano DOC).

Gragnano
È situata nella parte sud della città metropolitana di Napoli ai piedi dei Monti Lattari. È conosciuta a livello europeo come la Città della Pasta. In Italia è infatti la città che produce ed esporta la maggior quantità di pasta. Dal 2013, la tipicità della produzione di pasta ha avuto il riconoscimento europeo dell'Indicazione geografica protetta "Pasta di Gragnano".

Castellammare di Stabia
La città sorge in una piana di natura alluvionale-vulcanica, in una conca del golfo di Napoli. Stabiae venne conquistata da Roma nel 340 a.C. e fu durante il periodo romano che la città ebbe il suo massimo splendore. Nel 79 d.C. l'eruzione del Vesuvio fece scomparire sotto una fitta coltre di cenere, lapilli e pomici, insieme a Pompei ed Ercolano, la città di Stabiae. Numerosi i luoghi di interesse, tra cui palazzo Farnese e la Reggia di Quisisana.

Pompei
Pompei è sede dei celebri e straordinari scavi archeologici dell'antica città romana; il sito archeologico pompeiano, insieme a quelli di Ercolano e Oplonti, è stato dichiarato nel 1997 dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Le indagini archeologiche hanno restituito non solo pitture, mosaici, suppellettili ed edifici, ma hanno permesso di ricostruire lo stile di vita in epoca romana.

Torre Annunziata
Fin dalla fondazione ha fatto della pesca, del commercio, del turismo e della produzione della pasta le principali attività, tanto da essere detta Capitale dell'arte bianca, per la massiccia produzione che toccò il picco nel primo dopoguerra. Sorge sui resti dell'antica Oplontis, città residenziale imperiale e patrizia sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79, di cui conserva l'attiva stazione termale e il sito archeologico.

Torre del Greco
Situata tra il Vesuvio, nelle immediate vicinanze del parco nazionale, e il golfo di Napoli, è nota tra le altre cose per la presenza delle meravigliose Ville vesuviane del Miglio d'Oro, che conservano splendidi esempi di architettura settecentesca. Torre del Greco si fregia del titolo di Città Leopardiana. Giacomo Leopardi soggiornò a Torre del Greco poco prima della sua morte ed ivi compose: La ginestra e Il tramonto della luna.

Ercolano
Il suo nome è conosciuto in tutto il mondo grazie al Parco Archeologico di Ercolano, patrimonio UNESCO di straordinario valore. Ercolano è la porta naturale al Vesuvio, con il territorio collegato al Parco Nazionale del Vesuvio e ai suoi paesaggi vulcanici straordinari. Il celebre sentiero "Gran Cono" parte da Ercolano a quota 1000 metri, conducendo lungo il cratere attraverso ambienti di rara bellezza.

Portici
Portici si trova alle pendici del versante occidentale del Vesuvio, lungo la costa del Golfo di Napoli. Tra i numerosi luoghi d'interesse della città, spicca senza dubbio la Reggia di Portici (o Palazzo Reale di Portici), un palazzo monumentale, costruito nel 1738 per volere di Carlo di Borbone re di Napoli, e della moglie Maria Amalia di Sassonia. Dal 1935 è anche sede della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II.

San Giorgio a Cremano
Le sue numerose ville vesuviane settecentesche sono parte integrante del Miglio d'oro, il tratto di strada attraversante la città di San Giorgio fino a Torre Annunziata. La città conobbe un periodo florido sotto il dominio spagnolo e ancor più sotto i Borbone, grazie alle iniziative promosse da Carlo III, che diede impulso alle attività economiche dell'intera area. La città organizza il Premio Massimo Troisi, prestigioso osservatorio sulla comicità.

Napoli
È il centro di una delle più popolose aree metropolitane dell'Unione europea e, soprattutto, è una città che vanta uno sconfinato patrimonio culturale, storico, architettonico e paesaggistico. Napoli è una delle più antiche città d'Europa, con circa tremila anni di storia attestata archeologicamente e un ruolo centrale nello sviluppo culturale del Mediterraneo. Sede della Federico II, la più antica università statale e laica al mondo, è stata protagonista dell'Umanesimo e dell'Illuminismo e punto di riferimento per la musica classica e l'opera.