29/10/2026 - Comunicato n. 683 – Cultura. Con “Alice o il mondo alla rovescia” di Davide Iodice parte il 6 novembre al Colosimo di Napoli il nuovo capitolo della Scuola Elementare del Teatro

Per Cutaia: "E' un traguardo concreto nato da un lavoro intenso e mirato". Per Fico: "Abbiamo il dovere di costruire e rafforzare percorsi di di inclusione e sostegno per i ragazzi e le loro famiglie"

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Ci sono favole che non iniziano con la formula classica del “C’era una volta”. Favole che si raccontano al presente, in un mondo dove gli eroi sono le persone fragili, capaci di veicolare da una prospettiva diversa e come nessun altro la magia e le emozioni della vita. Favole dove i sogni, con la forza dell’ostinato coraggio e di una politica attenta, sono in grado prima di fermare il tempo e poi di diventare realtà.

È il caso della “Scuola Elementare del Teatro-Conservatorio Popolare per le Arti della Scena” diretta dal regista, drammaturgo e pedagogista Davide Iodice, che inizia il suo nuovo corso presso il Teatro Colosimo, sede stabile assegnata nel mese di luglio su input dell'Assessore alla Cultura della Regione Campania, in coordinamento con gli Assessori alle Politiche Sociali e al Patrimonio, e di concerto con la Città Metropolitana di Napoli.

Grazie al finanziamento della Regione Campania e a un modello di governance partecipativa, che mette in rete il Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, il Teatro Trianon Viviani e la Fondazione Campania dei Festival - senza dimenticare il sostegno e la collaborazione di F.O.R.G.A.T. ODV, della Fondazione Eduardo De Filippo, di Interno5 e dell’Asilo-Comunità di lavoratrici e lavoratori dell’arte, della cultura e dello spettacolo - questo luogo ideale può assicurare il pieno e organico sviluppo di tutte le attività incentrate sul sistema pedagogico di arte e partecipazione gratuita che non a caso prende il nome di Teatro delle Persone.

Un’idea rivoluzionaria, resa concreta attraverso i diversi cicli laboratoriali di un conservatorio popolare dove la platea privilegiata è da sempre quella formata da persone con disabilità fisiche e intellettive o in situazioni di fragilità sociale ed economica. E saranno loro il 6 novembre alle 21 (con replica sabato 7 alla stessa ora e domenica 8 alle 18) al Teatro Colosimo di Napoli i protagonisti di “Alice o il mondo alla rovescia”, spettacolo ideato e diretto da Davide Iodice, presentato in forma di studio nell’ambito delle celebrazioni per Napoli 2500.

Un appuntamento molto atteso, anche alla luce dello straordinario successo di “Pinocchio, cos’è una Persona?”, il precedente lavoro della Compagnia formata dagli allievi della Scuola Elementare del Teatro che ha vinto il premio Ubu e quello dell’Associazione Nazionale dei Critici nel 2024. In questo caso, nel libero passaggio di ispirazione da Collodi a Lewis Carroll, i temi principali diventano il confine e la scelta tra il possibile e l’impossibile, tra convenzione del reale e illimitata libertà della fantasia, tra frammentazione e integrità di un’identità risvegliata a sé stessa. E il segreto, come sempre, è “circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie”.

Un territorio spesso ignorato, sconosciuto per troppo tempo nelle mappe oscure del dibattito politico, nel quale si muovono gli acrobati del vivere, specialisti nella straordinaria capacità di muoversi in un mondo che sembra fatto apposta per non contemplarli. Ecco allora che arrivare ad accogliere oggi 250 persone nei diversi cicli pedagogici e nei progetti speciali, dando loro la possibilità di condividere le loro storie, significa riconoscere il valore pubblico di un luogo di ricerca e formazione permanente costruito sulla cooperazione e sull’autonomia creativa, in un’interdipendenza capace di esaltare la partecipazione in prima persona alla costruzione di un percorso comune.

Come accade, ad esempio, nel laboratorio dedicato alla “Vocazione”, dove il teatro è declinato come processo di conoscenza e strumento di benessere individuale e collettivo, in grado di riconoscere e far emergere talenti, linguaggi, natura, attitudini, necessità espressive e relazionali. O come in “Officina”, aperto a gruppi informali e compagnie, che mette in relazione lavoratori e lavoratrici delle arti della scena, ponendo le basi per la costruzione di una comunità e di sinergie.

“Corpo unico” è invece il ciclo dedicato alla danza e alla comunicazione non verbale, rivolto a persone con e senza disabilità che abbiano voglia di sperimentare le proprie possibilità espressive, tentando così di trasformare il limite in un’opportunità sconosciuta. La musica come forma primaria di relazione sociale è sviluppata in “Orchestra” e “Musicaria”, laboratori che hanno l’obiettivo di creare una vera e propria orchestra eterogenea e di guidare scelte e passioni, costruendo anche strumenti originali con tecniche di riciclo e tecnologie contemporanee.

“Invisibile”, che coinvolge prioritariamente persone non vedenti e ipovedenti, esplora percezione, immaginazione, presenza e relazione attraverso le pratiche del teatro sensoriale, mentre “Tutto il mondo è paese”, workshop interculturale rivolto a ragazze e ragazzi italiani e stranieri tra i 15 e i 25 anni, crea uno spazio d’incontro dove le differenze linguistiche e culturali diventano una risorsa.

L’inizio dei cicli laboratoriali è programmato per lunedì 16 novembre alle ore 17 presso il Teatro Colosimo - il Teatro delle Persone con quello dedicato all’”Ascolto”, che, attraverso incontri periodici di sostegno e confronto, ha l’obiettivo di estendere la dimensione pedagogica della Scuola alle famiglie e alle persone che accompagnano quotidianamente nel loro percorso gli allievi con disabilità. 

Prima però si parte con “Alice o il mondo alla rovescia”, che dopo Napoli sarà in scena il 10 novembre anche al teatro Piccinni di Bari.

«Conosco bene il valore e l’approccio artistico e sociale di Davide Iodice. Ho trovato il suo Pinocchio un’opera straordinaria e sono felice che le istituzioni siano riuscite a garantire un luogo stabile in cui possa esprimere la sua visione, dando continuità a laboratori e spettacoli. Non vedo l’ora di assistere alla prima di Alice. In un’epoca in cui gli schermi individuali rischiano di isolarci, l’esperienza teatrale ci permette di ritrovare una dimensione di dialogo autentico, ascolto e confronto. È lo spazio in cui riscopriamo una comunità che abbraccia e include. L’inclusione è un cantiere che si costruisce insieme. Tutti devono essere al centro, nessuno ai margini. Le fragilità non sono un limite, ma una ricchezza che genera valore per la nostra società. Come istituzioni abbiamo il dovere morale e politico di costruire e rafforzare percorsi di inclusione e sostegno per i ragazzi e le loro famiglie, accompagnandoli nel delicato passaggio alla vita adulta. E siamo determinati a farlo» dichiara il presidente Roberto Fico.

«L'avvio delle attività della Scuola Elementare del Teatro all'Istituto Colosimo – dichiara l’assessore alla Cultura della Regione Campania Onofrio Cutaia - è un traguardo concreto nato da un lavoro intenso e mirato: dall'assegnazione della sede a luglio, passando per la pubblicazione dei bandi e i lavori di rifunzionalizzazione, fino all'apertura effettiva di oggi. Ci siamo mossi con rapidità, spinti dalla necessità di dare una dimora stabile, sicura e accogliente a tutti i ragazzi che con passione fanno vivere ogni giorno questo progetto insieme a Davide Iodice. Oggi non inauguriamo semplicemente degli spazi laboratoriali e performativi; restituiamo un punto di riferimento e un futuro a chi vive l'arte come atto di amore e di resistenza. È per noi motivo di gioia aprire questo nuovo capitolo accogliendo il debutto napoletano di "Alice", il nuovo e potente spettacolo di Davide Iodice e dei suoi ragazzi. A Davide va il nostro grazie: la sua visione artistica, la sua umanità e la sua cura instancabile sono il motore che ha reso tutto questo possibile. Questo progetto va oltre l’inclusione: si tratta di una vera e propria rigenerazione umana che può avvenire quando - come in questo caso - l'arte rimette le persone al centro e trova un posto per tutti».

«È sinceramente difficile trovare le parole per esprimere lo stato d’animo mio e di tutta la comunità della Scuola Elementare del Teatro in questo momento» - ha dichiarato invece Davide Iodice. «Lo faccio con i versi di una canzone di De André “..e sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso”. Abbiamo sognato forte in questi anni. Abbiamo sognato il pieno diritto all’espressione per le tante persone extra ordinarie che animano le nostre attività, abbiamo sognato un luogo dove sentirsi al sicuro e liberarsi dai vincoli di una realtà troppo limitante, un luogo dove potersi emancipare, da cui partire o ri-partire. E ora questo luogo sorge grazie alla visionarietà e alla concretezza insieme, di un uomo di teatro che la politica ha saputo per fortuna intercettare, e grazie a una ritrovata coralità di alcune delle più importanti istituzioni culturali del territorio. All’assessore alla Cultura della Regione Campania e al suo Presidente, a tutte le istituzioni impegnate in questo progetto di costruzione comunitaria, va allora il ringraziamento di tutta la Scuola Elementare del Teatro».