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|*09/09/2014 - 14:54*|
 

@# La Programmazione Unitaria 2007-2013 #@


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La Programmazione Unitaria Regionale della Campania

Le strategie
Le strategie di sviluppo della Regione Campania per il periodo 2007-13 trovano la loro cornice programmatica nel Quadro Strategico Nazionale e, più a monte, nella politica di sviluppo e coesione Europea, che ha tra i suoi elementi fondanti quello dell’unitarietà degli indirizzi strategici verso i quali far confluire le diverse risorse finanziarie disponibili. La concentrazione delle risorse (Fondi strutturali, FAS ed altre risorse della politica ordinaria addizionale)  rappresenta uno strumento indispensabile per garantire la concreta incisività agli interventi da attuare, da selezionare e dimensionare accuratamente, in funzione degli obiettivi di sviluppo regionali.
In tale disegno unitario si collocano, quindi, le strategie proposte nell’ambito dei Programmi Operativi Regionali finanziati dai Fondi Strutturali. Nello specifico:

  • il Programma Operativo Regionale - Fondo Europeo Sviluppo Regionale (POR FESR), volto alla promozione dello sviluppo equilibrato e sostenibile attraverso la qualificazione e il riequilibrio dei sistemi territoriali e della struttura economica e sociale campana;
  • il Programma Operativo Regionale - Fondo Sociale Europeo (POR FSE), che intende favorire il raggiungimento degli obiettivi occupazionali fissati dalla Strategia di Lisbona, contribuendo, in tal modo, a rafforzare l’integrazione economica e sociale del territorio campano. Le azioni promosse nell’ambito della programmazione del FSE a livello regionale sono incentrate in particolare sulla promozione dell’innovazione e il rafforzamento delle capacità regionali in materia di RST.

Nello stesso quadro si colloca la scelta di favorire la massima complementarietà con il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) , volto a migliorare la competitività del settore agricolo e forestale, a valorizzare l’ambiente e lo spazio rurale attraverso la gestione del territorio, a migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e a promuovere la diversificazione delle attività economiche. 

Lo scenario della Programmazione Unitaria Campana si completa con ulteriori interventi: quelli  previsti a sostegno della competitività del settore Pesca  e della tutela ambientale  delle risorse marine, finanziati dal Fondo Europeo per la Pesca - FEP; gli investimenti programmati nell’ambito dei due  POIN– FESR e del PAIN FAS, promossi e gestiti in sinergia con le altre Regioni dell’area Convergenza e con le Amministrazioni Centrali settorialmente competenti e rivolti:

  • nel caso del POIN "Attrattori culturali, naturali e turismo" (a cui si aggiunge il PAIN, avente gli stessi obiettivi ma esteso all’intero territorio del Mezzogiorno e finanziato dal FAS), alla valorizzazione delle risorse culturali, naturali, archeologiche e monumentali rendendole pienamente fruibili per il  turismo;
  • nel caso del POIN "Energie rinnovabili e risparmio energetico", alla diffusione di nuove soluzioni per l’efficientamento energetico e per la diffusione della “cultura” delle energie alternative e sostenibili.

Infine, il  Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), che, partendo a programmazione dei Fondi Strutturali già avanzata, completa e rafforza le strategie degli altri programmi concentrando le proprie risorse in pochi obiettivi strutturali fortemente strategici per la Campania integrati con le previsioni del Piano SUD.

Il sovrapporsi della chiusura della vecchia programmazione (2000-2006) con le prime annualità della Programmazione 2007-13 ha consentito di orientare verso l’unitarietà di indirizzi strategici anche le ultime risorse dei vecchi programmi.

Infine, merita rilievo, la scelta di focalizzare gli sforzi della Programmazione Unitaria su alcuni target da raggiungere - gli  Obiettivi di Servizio - quantificati attraverso specifici indicatori  e relativi a quattro ambiti di offerta di servizi pubblici essenziali in cui innescare un percorso di miglioramento sia qualitativo che quantitativo delle prestazioni, indispensabile per rimuovere forti ostacoli allo sviluppo economico e sociale. I quattro settori in cui essi si inseriscono sono: Istruzione, servizi di cura alla persona, rifiuti urbani e servizi idrici integrati.

La Governance della Programmazione Unitaria: gli attori coinvolti nella individuazione delle strategie

L’unificazione della Programmazione per lo sviluppo impone un modello di governance multilivello con un forte coordinamento ed indirizzo strategico  che è attribuito direttamente alla Presidenza della Giunta Regionale, al più alto dei livelli di responsabilità delle decisioni politiche regionali.
La necessità di avere una chiara visione del progredire degli interventi programmati, dei risultati raggiunti e del loro impatto futuro, ha determinato l’attribuzione al Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici di compiti di supporto alla Regione, della responsabilità di analisi, valutazioni, verifiche di fattibilità degli investimenti da finanziare, di orientamento e coordinamento delle attività valutative svolte sui Programmi, ed infine di ausilio nella razionalizzazione dei sistemi di monitoraggio in uso nella Regione.

Il confronto e la condivisione con le Parti Sociali ed Economiche attive sul territorio regionale delle decisioni in merito alle politiche di sviluppo, principio che trova il suo fondamento nei Regolamenti Comunitari ed è assunto appieno nelle scelte regionali, è garantito dal funzionamento del Tavolo del Partenariato Economico e Sociale (PES), istituito allo scopo di garantire l’efficacia dei processi concertativi.